Una Vocazione Antica

La vite era presente nel Roero già in epoca romana. D’altronde, agli antichi non potevano sfuggire le condizioni favorevoli alla maturazione delle uve, tipiche di questo territorio: terreni calcarei, temperature mediamente più alte che nelle regioni vicine e pochissima pioggia ogni anno. Dopo il Medioevo, il Nebiollo di queste terre, vinificato dolce, raggiungeva la mensa dei Duchi di Savoia, sui carri che si inerpicavano sulla strada che da Canale sale a Montà.
Le marne e le sabbie, che caratterizzano le fasce mediane e superiori di molte aree collinari, sono conosciute da secoli come l’ambiente ideale per il Nebbiolo, ma anche per la Barbera. Se però Nebbiolo e Barbera sono protagonisti di buona parte della viticoltura dell’Italia settentrionale, l’Arneis è il figlio più illustre, l’ambasciatore del Roero nel mondo.

Il vitigno deriverebbe, in effetti, il proprio nome dal toponimo Bric Renesio (Reneysium, in un testamento del 1478), un colle che si staglia alle spalle di Canale: ipotesi confermata in un documento del 1528, dove si annovera, tra le proprietà dei Roero di Monticello, una “vinea muschatelli et renexij”. Come tutte le uve sino alla fine dell XIX secolo, l’Arneis era vinificato dolce e probabilmente unito in pigiatura ad altri vitigni. Serbato fino a Pasqua, animava il rituale Cantè j’euv (la “questua delle uova”), quando i giovani, girando di cascinale in cascinale, cantavano “non fatemi andar via/ senza una bottiglia di Arneis o Favoria”.
A completare il quadro, il Roero custodisce tenacemente anche il “suo” Brachetto. Un tempo con questo nome si indicavano vitigni diversi diffusi in Piemonte. Oggi è giustamente celebre il Brachetto di Acqui, che però non ha nulla a che vedere con quest’uva aromatica, che matura in grappoli lunghi e spargoli, e che può essere serbata per la mensa o trasformata in vino. Un vino che, quando secco, sorprende anche il sommelier più esperto, mentre l’uva vinificata come mosto parzialmente fermentato regala sensazioni straordinarie di fiori e di frutta. Non a caso, il Brachetto dal Grappolo Lungo tradizionalmente dà il vino della festa, dei brindisi.